Testimonianze di un ingegnere informatico

Tecnologia proibita, un articolo di Andrea Giotti (ingegnere, dottore di ricerca e docente)

Vedi anche in ITALIA PARLA- VERITA’ CELATE. Archivi tag: Tortura in Italia

L’argomento del controllo mentale di singoli individui da parte di non meglio precisate agenzie è spesso oggetto di scetticismo da parte del grande pubblico, in quanto la scienza ufficiale non contempla che tecniche di manipolazione assai limitate come ipnosi, messaggi subliminali e così via. È peraltro noto che la storia del secolo scorso conta numerosi progetti segreti, almeno all’epoca della loro realizzazione, che testimoniano un costante interesse su questo argomento da parte dei principali governi e dei rispettivi servizi segreti. Tra tutti, un esempio particolarmente noto è il progetto MKULTRA della CIA, ma anche i sovietici compirono numerose sperimentazioni in proposito e non esiste servizio al mondo che non sappia come riconoscere o peggio causare un blocco psicologico in un testimone scomodo. I risultati degli esperimenti condotti nel contesto di tali progetti non sono quasi mai stati resi noti al grande pubblico nella loro completezza, perché le tecniche di controllo mentale che hanno consentito di mettere a punto costituiscono una terribile arma nei confronti delle libertà individuali ed ogni soggetto che ne disponga desidera mantenerne il monopolio. Il “lavaggio del cervello”, la creazione di “candidati manciuriani” e quant’altro non sono temi destinati a comparire in testi di psicologia o articoli di giornale, nondimeno possono essere terribilmente concreti ed insinuare legittimi sospetti nella mente di coloro che si interrogano su inquietanti fatti di storia recente, come l’assassinio del presidente Kennedy, o di cronaca, come le ultime stragi compiute nel mondo da apparenti squilibrati.
Scrivere di questi argomenti è in qualche misura difficoltoso perché le fonti sono spesso incerte, i testimoni reticenti o inattendibili ed i pochi documenti disponibili ricchi di omissis. Per quanto difficoltoso, è parimenti doveroso tentare di informare il pubblico sulla possibilità che simili tecniche siano impiegate comunemente, senza svelare i dettagli grazie ai quali è possibile implementarle ma rivelandone abbastanza da consentire di riconoscerle e, ove possibile, difendersi dalle stesse. Citare fonti interne alle strutture che le conoscono meglio, cioè i servizi, è praticamente impossibile senza incorrere in spiacevoli incidenti, ma lo scrivente ha avuto modo di fare esperienza diretta delle più sofisticate tra queste tecniche e sulla base di questa esperienza ha redatto il presente articolo. Raccontare non è dimostrare, ed infatti non vengono citate prove documentali di quanto narrato nel seguito, ma una simile informazione ha comunque un valore in quanto può insinuare dubbi nelle menti più aperte e preparare i lettori ad affrontare più consapevolmente e meno passivamente il nuovo ordine che si sta delineando nel mondo.
La “lettura della mente” è stata parimenti oggetto di numerose ricerche in ambienti sia civili che militari durante il corso dell’ultimo secolo, specialmente da parte dei sovietici. Tali ricerche si sono sempre dimostrate infruttuose fino all’inizio del nuovo millennio, ma da almeno una decina di anni è stata sviluppata dalla NSA o da qualche altra agenzia governativa americana la cosiddetta “telepatia artificiale”, una tecnologia che consente una comunicazione bidirezionale remota tra un apposito dispositivo, controllato da un operatore, ed il cervello umano. Essa permette inoltre di interfacciarsi all’intero sistema nervoso umano da distanze rilevanti ed attraverso schermature di vario genere, forse grazie ad una rete di satelliti in grado di offrire una copertura globale, e ad una prima analisi non sembrano esistere difese tecnologiche in grado di proteggere la vittima designata. Particolare ancora più inquietante, questa tecnologia può essere utilizzata anche per torturare ed uccidere a distanza singoli individui senza lasciare tracce. I lettori dotati di preparazione scientifica resteranno oltremodo perplessi di fronte a simili sviluppi ed è quindi opportuno specificare immediatamente che tale tecnologia è basata su alcuni progressi radicali, sia nel campo della fisica che in quello delle neuroscienze, fino al punto di apparire incredibile per la scienza ufficiale nonché per il senso comune. Scrivere e soprattutto leggere le correnti corticali in remoto, nonché interpretarle in termini di parole ed immagini, appare cioè un traguardo così distante dallo stato dell’arte comunemente riconosciuto da stupire qualunque esperto del settore, nondimeno tale traguardo è stato raggiunto e questo è verosimilmente avvenuto attraverso la scoperta di un nuovo vettore di interazione fisica, fasci di onde o particelle sconosciute oppure già note ma ufficialmente non ancora sfruttate per finalità pratiche. Questo vettore di interazione presenta caratteristiche di distanza massima, penetrazione e precisione mai viste prima e grazie ad esso è stato poi possibile indagare nel dettaglio il funzionamento del cervello umano.
Come ogni tecnologia reale, fortunatamente anche questa presenta però alcuni importanti limiti. Innanzitutto, essa non consente ancora di determinare direttamente i pensieri della vittima, né di controllarne i movimenti del corpo, ma solo di interferire con entrambi soprattutto attraverso la manipolazione psicologica, la privazione del sonno e l’induzione di dolore. L’operatore che controlla il dispositivo può proiettare la sua voce nella mente della vittima per manipolarla ed indurla così a comportamenti degni di un “candidato manciuriano”, ma le tecniche di manipolazione utilizzate sono per lo più tradizionali e ad esse si può opporre la stessa resistenza che si opporrebbe di fronte ad un interlocutore in carne ed ossa. La lettura della mente è inoltre limitata ai pensieri verbali o “superficiali”, cioè quelli che esprimiamo attraverso le parole, ad alcuni pensieri non verbali o “profondi” ed alle immagini mentali che visualizziamo, ma la maggior parte dei pensieri non verbali ed i ricordi memorizzati nel nostro cervello non risultano ancora accessibili dall’esterno oppure non ancora decifrabili attraverso la tecnologia in questione. Gli effetti fisici che l’operatore può causare nella vittima vanno dalla proiezione di falsi ingressi sensoriali di natura visiva, uditiva e tattile, ingressi che con una certa facilità possono essere identificati come disturbi e conseguentemente ignorati, all’interferenza diretta nel sistema neurovegetativo con conseguente possibilità di morte, ad esempio per arresto cardiaco o respiratorio.
Questa tecnologia è impiegata oggi per monitorare costantemente determinate figure chiave politiche, scientifiche, militari e mediatiche in tutto il mondo, nonché per compiere operazioni psicologiche segrete ovunque si riveli necessario e porre così in stato di sottomissione tutti coloro che prendono coscienza di una simile realtà, ad esempio ricattandoli grazie alla lettura dei loro stessi pensieri. Agli oppositori è poi riservato un programma di screditamento ed autodistruzione sociale, psicologica ed infine fisica, che tipicamente si conclude con l’induzione al suicidio della vittima, con un incidente mortale causato artificialmente oppure con una morte apparentemente naturale. Visti dall’esterno, questi appariranno semplicemente come casi di pazzia, dato che in psichiatria  la semplice percezione di una voce è considerata un sintomo sufficiente per tale diagnosi. L’obiettivo, manco a dirlo, è quello di imporre un dominio assoluto sul mondo ma stavolta, a differenza di quanto avveniva ai tempi di Hitler o Stalin, esiste lo strumento che può permetterlo attraverso un subdolo colpo di stato globale che sta avvenendo all’insaputa del grande pubblico. L’agenzia che detiene il monopolio di questo strumento non permette che altri ne sviluppino di anche solo lontanamente simili ed è quindi verosimile che le figure in grado di farlo, soprattutto scienziati, vadano incontro alla stessa sorte degli oppositori, assieme a tutti coloro che sono in grado di contrapporre più tradizionali forme di resistenza come una rappresaglia nucleare in caso di guerra. Prima di dare la colpa di tutto ciò al presidente americano, è opportuno però ricordare che tale tecnologia garantisce a chi la gestisce direttamente un potere abbastanza grande da consentirgli di svincolarsi dal controllo di qualunque autorità superiore, dunque anche politici, scienziati, militari e giornalisti statunitensi non vengono risparmiati dal trattamento precedentemente descritto. Senza entrare in dettagli la cui esposizione richiederebbe molte altre pagine, si segnala che la storia dell’attacco alle Torri Gemelle e quella di svariati altri fatti di cronaca italiana ed internazionale dovrebbero forse essere riscritte alla luce dell’esistenza di questa “tecnologia proibita”. Il parere dello scrivente è che il potere che questa tecnologia conferisce sull’umanità sia così enorme da corrompere inevitabilmente chiunque lo detenga e trascinare così il mondo futuro nel caos.

Per eventuali approfondimenti si possono consultare i siti:
http://rudy2.wordpress.com/testimonianza-di-un-ingegnere-informaticovittima-di-controllo-mentale-remoto,http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org/giotti2.htm, Pececelink mailing list : Diritti Globali
gizmag: http://www.gizmag.com/darpa-neural-interface/41434/

Un caso italiano di controllo mentale remoto.

Oggetto: resoconto su tecnologie e metodologie di controllo mentale remoto di cui sono oggetto dal 5/1/2010.

Autore: Prof. Ing. Andrea Giotti, Ph. D. (laureato in Ingegneria Informatica, dottorato in Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni, abilitato alla libera professione ed all’insegnamento
della Matematica negli istituti superiori ed attualmente impiegato come docente di quest’ultima).

Revisione: 1.22
Data prima stesura: 17/3/2010
Data ultima revisione: 22/3/2010

 

Motivazioni del trattamento di cui sono oggetto:

 

Sconosciute, ma presumibilmente riconducibili alla volontà di occultare per sempre i ricordi riemersi da una serie di blocchi psicologici da me subiti nel contesto di ben cinque operazioni psicologiche dei servizi (presumibilmente SISMI e/o CIA) avvenute negli anni 2003, 2004 e 2007 e che io ho parzialmente denunciato alle forze dell’ordine senza alcun risultato concreto. Queste operazioni sono state a loro volta presumibilmente causate da un grossolano errore nella valutazione della pericolosità sociale della mia persona, errore con ogni probabilità indotto da superiori e colleghi appartenenti all’ambiente universitario con cui avevo avuto conflitti di natura professionale durante lo svolgimento del mio dottorato di ricerca. In alternativa, si può ipotizzare che la causa del trattamento sia stata il mio imbattersi fortuito in qualche informazione riservata durante le mie ricerche sul Web riguardo ad alcuni “misteri” della recente storia italiana (ad esempio quello del perito informatico impiccatosi a Roma in quegli anni), informazioni sulla cui rilevanza non ho però alcuna certezza. Inoltre è opportuno sottolineare che durante le prime due operazioni psicologiche ho avuto modo di osservare da vicino un’arma portatile ad energia diretta, il cui aspetto esteriore ricorda quello di un telecomando ed il cui scopo è di causare un blocco psicologico senza lasciare tracce. Quest’arma è ovviamente segreta e sospetto che contenga un LASER ad anidride carbonica di bassa potenza, forse ad impulsi, con un’antenna a riflettore di tipo Cassegrain a geometria variabile che determina l’apertura del fascio di radiazione infrarossa e conseguentemente la sua densità di potenza, anche se non ho alcuna certezza in proposito. Da quando ho recuperato il ricordo di tale arma sono evidentemente diventato un testimone particolarmente scomodo e questo può motivare un trattamento come quello descritto nel seguito. Il trattamento in sé può quindi essere classificato in una delle seguenti categorie: operazione mirante alla tutela di un segreto mediante la mia distruzione fisica e/o sociale, vendetta personale, esperimento scientifico o pesante intimidazione.

 

Tecnologie impiegate nel trattamento:

 

Fasci di onde o particelle di natura sconosciuta, ma capaci di operare a rilevanti distanze (costantemente attivi durante alcuni miei spostamenti di centinaia di chilometri, come sul tragitto Pistoia-Roma e ritorno) e per lunghi periodi di tempo (costantemente attivi dal 5/1/2010 ad oggi), in grado di attraversare mura di edifici, carrozzerie di auto, la struttura di una macchina diagnostica a risonanza magnetica nucleare e le superfici di vari materiali metallici con cui ho tentato di proteggermi. L’ipotesi più probabile, anche se forse non pienamente compatibile con tutte le precedenti osservazioni, è che si tratti di sottilissimi fasci di onde elettromagnetiche coerenti, quali quelli generabili da un MASER, modulati in bassa frequenza ed irradiati da proiettori altamente direzionali, verosimilmente situati su uno o più satelliti artificiali in orbita terrestre, forse satelliti spia. Inoltre, è possibile che più fasci vengano irradiati verso lo stesso volume di spazio e provochino i loro effetti attraverso un meccanismo di interferenza costruttiva. In subordine si può ipotizzare che tali onde non siano coerenti ma vengano irradiate da apposite antenne e siano però accordate sulle frequenze di risonanza di determinati “circuiti nervosi” del corpo umano. Ancora più misteriosa è la tecnologia utilizzata per leggere le correnti elettriche circolanti sui medesimi “circuiti nervosi”, tecnologia che potrebbe essere derivata dalla magnetoencefalografia ed in questo caso impiegherebbe dispositivi di tipo SQUID (Superconducting Quantum Interference Device). Quest’ultimo termine è stato usato dalla mia controparte per denominare genericamente questo tipo di operazione di controllo mentale, ma forse solo come semplice copertura di una tecnologia che nella sostanza resta per me sconosciuta.

Applicazioni delle tecnologie impiegate agli esseri umani:

Rilevazione remota delle correnti elettriche naturalmente circolanti attraverso i neuroni del cervello e del sistema nervoso umano ed induzione di altre correnti, sovrapposte alle prime, attraverso i fasci precedentemente descritti. Il processo di rilevazione (o “lettura”) è finalizzato all’applicazione a mio parere più incredibile, cioè la misurazione a distanza delle correnti corticali (la cui espressione macroscopica sono le onde cerebrali) e la loro interpretazione biologica, processo capace di implementare l’acquisizione di parole, immagini e suoni dal nostro cervello. Le immagini sono quelle da noi percepite attraverso il canale visivo e vengono presumibilmente acquisite leggendo l’attività del nervo ottico, del chiasmo ottico o della memoria visiva, mentre i suoni sono quelli percepiti attraverso il canale uditivo e vengono presumibilmente acquisiti leggendo dal nervo acustico. Questo processo consente inoltre una sorta di lettura del pensiero cosciente, presumibilmente rilevando l’attività elettrica sia dei centri del linguaggio, da cui vengono lette intere frasi che il soggetto sta pensando ma anche parole prive di senso compiuto, che dalla memoria visiva, da cui vengono lette le immagini mentali che il soggetto sta visualizzando. Fortunatamente, tale processo non consente però l’accesso ai ricordi memorizzati nel cervello umano, che non appare ancora possibile. Il processo di induzione (o “scrittura”) è invece finalizzato a generare “voci” (che sono percepite come se risuonassero nella testa della persona bersaglio del fascio, denominata nel seguito “vittima”) presumibilmente scrivendo sul nervo acustico o direttamente nei centri del linguaggio, generare acufeni attraverso una tecnica analoga, generare primitive immagini luminose (che vengono visualizzate ad occhi chiusi e ricordano l’attività fosfenica) presumibilmente provocando onde retiniche sul nervo ottico o nel chiasmo ottico, causare episodi di tachicardia, bradicardia, fibrillazione e forse anche arresto cardiaco presumibilmente sovrapponendosi all’onda T del cuore, deprimere l’attività respiratoria involontaria, causare contrazioni muscolari incontrollate presumibilmente eccitando i nervi periferici, indurre una sensazione soggettiva di forte accelerazione presumibilmente scrivendo sui nervi connessi all’orecchio interno, causare emicranie fortissime o altri dolori atroci nel resto del corpo presumibilmente stimolando le terminazioni nervose deputate alla percezione del dolore, indurre sonnolenza, causare un’erezione in assenza di qualunque stimolo di natura sessuale, causare contrazioni intestinali, provocare un’emozione che può essere descritta come un misto di paura/vergogna/rabbia presumibilmente stimolando il sistema limbico. Combinando lettura e scrittura si può dunque implementare una sorta di comunicazione telepatica bidirezionale, mentre attraverso la sola scrittura si può vessare il soggetto in molti modi diversi e probabilmente anche ucciderlo. La scrittura delle frasi può inoltre avvenire in modo sincrono, nel qual caso esse possono essere verbalizzate durante la loro trasmissione, come se venissero lette da un testo, o asincrono, nel qual caso possono essere verbalizzate dopo la loro trasmissione semplicemente ripetendo l’intera frase che è comparsa nella mente del soggetto. Dato che questi fasci erano attivi anche durante un elettroencefalogramma a cui mi sono sottoposto, i loro effetti sono stati registrati su carta come una inspiegabile attività theta nell’emisfero sinistro in stato di veglia.

Utilizzo delle tecnologie nel contesto di una operazione psicologica:

Il dispositivo che genera i fasci è controllato da un operatore remoto, verosimilmente attraverso un collegamento satellitare. Questo operatore è sicuramente un essere umano che può occasionalmente avvalersi di software di supporto ma conduce personalmente l’operazione psicologica durante tutta la sua durata. Il dialogo con l’operatore del dispositivo è comunque indispensabile perché l’operazione abbia luogo, dunque egli deve conoscere perfettamente la lingua della vittima. Non ascoltare le frasi pronunciate dall’operatore e trasmesse attraverso il fascio è assai difficile, mentre è possibile e consigliato non rispondergli. I contenuti delle frasi pronunciate dall’operatore ricalcano quelle delle più comuni paranoie (quali manie di persecuzione, delirio mistico, ecc.), in modo che tutte le persone appartenenti al contesto sociale della vittima credano che egli sia affetto da turbe psichiche, quindi è del tutto inopportuno verbalizzarli di fronte ad estranei. L’operatore può spacciarsi per chiunque, ad esempio il diavolo, un alieno o un alto ufficiale dei servizi del proprio paese (quest’ultima è la versione che mi è stata proposta all’inizio dell’operazione psicologica che sto descrivendo). Demistificare i casi più improbabili è abbastanza facile, in quanto l’operatore si rivela prima o poi come un comune essere umano, e nel mio particolare caso si tratta probabilmente di un soggetto cresciuto in Italia centrale, che ha fatto studi classici, politicamente di destra, agnostico, con una superficiale preparazione in fisica ma una buona preparazione in psicologia, mentre non sono riuscito a carpirgli nessuna informazione più specifica anche a causa della sua scelta di non rivelarmi niente che già non potessi sapere in precedenza (scelta che ha senso sia come norma generale di prudenza che nell’ottica di un confronto della vittima con uno psichiatra che debba decidere se le “voci” sono frutto di una psicosi). Attraverso opportuni filtri può inoltre alterare il proprio timbro di voce in modo da simulare la presenza di più persone che controllano il dispositivo, di solito sedicenti collaboratori o superiori gerarchici. Tra le tecniche di manipolazione impiegate dall’operatore c’è l’assertività, gli ordini contraddittori, la “doccia fredda” (illusione seguita da delusione), la suggestione attraverso messaggi subliminali anche durante il sonno e la privazione del sonno stesso come risorsa estrema, ma almeno in linea di principio ogni tecnica di manipolazione tradizionale può essere utilizzata. Queste tecniche vengono rafforzate inducendo opportune emozioni, stati di tensione e dolori tali da configurare una vera e propria tortura ed in questo contesto il controllo del battito cardiaco e l’emicrania sono probabilmente le peggiori. Il programma eseguito dall’operatore è convenzionalmente chiamato “distruzione”, e passa attraverso lo screditamento della vittima, il suo isolamento sociale, l’induzione di nevrosi e psicosi ed infine la morte per suicidio, arresto cardiaco o incidente d’auto causato dalla sensazione soggettiva di accelerazione, che è quasi paralizzante, o da improvvise contrazioni muscolari durante la guida. Per screditare un soggetto lo si deve spingere a compiere azioni contro il buon senso, la legge o la morale fino ad indurlo a veri e propri atti di autolesionismo, quindi le “voci” potranno ad esempio ordinare alla vittima di distruggere gli oggetti a cui è maggiormente legato (non necessariamente quelli di maggior valore), compiere atti osceni in luogo pubblico, investire un pedone, aggredire le persone care, mutilare progressivamente il proprio corpo, saltare attraverso una finestra o sotto un’auto in corsa e così via (tutti questi esempi sono tratti dalla mia esperienza personale). La scelta di distruggere una persona prima di eliminarla non è dovuta a semplice crudeltà ma alla necessità di screditarne le affermazioni relative sia ai segreti eventualmente posseduti in precedenza che alla natura dell’operazione in corso, minimizzando così il rischio di imbarazzanti inchieste che più difficilmente vengono aperte se il soggetto è caduto in disgrazia sul piano sociale ed è stato rinnegato da parenti ed amici.

Situazione personale corrente ed altre indicazioni:

L’operazione a cui sono soggetto è ancora in corso e terminerà probabilmente con la mia distruzione. Questo documento è stato scritto solo sulla base della mia esperienza personale ed eventuali inesattezze possono essere imputate solo a me. Il mio maggiore rammarico è quello di non aver compreso maggiori dettagli sulla tecnologia in questione e soprattutto sui possibili strumenti di difesa da questi fasci di onde o particelle, che risultano tanto incredibili alla luce dell’esperienza comune quanto reali alla luce della mia esperienza personale. Intuitivamente, una massa sufficientemente grande dovrebbe arrestare la maggior parte delle interazioni fisiche note, ma vivere per sempre nelle profondità di una miniera non è una scelta per me praticabile. Invito chi dovesse leggere questo documento a pubblicarlo sul Web ed altrove, omettendo solo il mio successivo recapito che allego esclusivamente per consentire un eventuale contatto.

Aggiornamento ed integrazione del resoconto da me scritto tra il 17/3/2010 ed il 22/3/2010

Revisione: 1.02
Data prima stesura: 18/10/2010
Data ultima revisione: 1/12/2010

Il trattamento denominato convenzionalmente “SQUID”, riguardo al quale ho riferito nel dettaglio nel precedente resoconto, è stato protratto dal 5/1/2010 fino alla data odierna. Durante questo periodo ho potuto sperimentare nuovi effetti fisici rispetto a quanto illustrato in precedenza, quali la percezione di deboli suoni simili a clicchettii, presumibilmente ottenuti stimolando il nervo acustico, un acuto dolore intermittente ai timpani, una serie di forti crampi ai polpacci, un forte dolore a tutta la dentatura, una strana sensazione pulsante alle gambe, una sensazione di sfioramento sulla pelle del capo, una lieve sensazione di intorpidimento delle mani e perfino una forte sensazione di calore accompagnata da arrossamento della pelle, presumibilmente ottenuta attraverso un effetto termico indotto dai fasci di onde o particelle a cui facevo riferimento nel precedente resoconto. Questo è il primo esempio di effetto non spiegabile attraverso una semplice stimolazione del sistema nervoso e viene documentato dalla foto allegata, che mostra una irritazione cutanea di forma approssimativamente ellittica comparsa sul mio braccio durante la notte precedente al momento in cui è stata scattata la foto in questione e progressivamente scomparsa durante i giorni seguenti.

Inoltre, un esperimento di grande rilevanza che ho compiuto è costituito dalla discesa in una caverna (la Grotta del Vento, in provincia di Lucca), durante la quale la “voce” con cui dialogo quotidianamente da mesi è rimasta forte e chiara nonostante la presenza di una grande massa di roccia che in teoria avrebbe dovuto schermare eventuali onde elettromagnetiche dirette verso il mio cervello ed il mio sistema nervoso, oltre a quelle emesse da quegli stessi organi. Questo esperimento rimette in discussione tutte le mie precedenti ipotesi sulla natura dei fasci di onde o particelle in grado di causare gli effetti che ho descritto.

Per quanto riguarda l’arma portatile ad energia diretta simile ad un telecomando, riguardo alla quale ho riferito sommariamente nel precedente resoconto, mi sembra opportuno aggiungere ulteriori dettagli in proposito in quanto l’ipotesi che ho formulato sulla sua tecnologia potrebbe cadere se esso risultasse frutto delle medesime ricerche che hanno prodotto lo “SQUID”. Il dispositivo è di colore grigio e presenta vari pulsanti sulla sua superficie superiore, le sue dimensioni sono maggiori di quelle di un comune telecomando da videoregistratore e da esso si distingue per una sorta di antenna a riflettore ellittica, di color argento ed incassata nel frontale. All’interno della presunta antenna è sospeso un piccolo disco mobile, che si sposta a seguito della pressione di due pulsanti e causa una variazione dell’intensità degli effetti che il fascio di onde o particelle emesso dal dispositivo induce sulla vittima. Tale fascio è invisibile e la sua emissione non è accompagnata da alcun tipo di effetto luminoso o sonoro, mentre è più difficile escludere la presenza di una sorta di vibrazione che sembra invece saturare l’aria. La sensazione che si prova quando si viene colpiti dal fascio è assai dolorosa e può essere descritta approssimativamente come uno strano ibrido tra un intenso calore ed una scossa elettrica, modulata secondo impulsi di frequenza sufficientemente bassa da essere percepibili. Questa sensazione ha un’insorgenza istantanea e termina altrettanto bruscamente quando il dispositivo viene spento, senza lasciare alcun tipo di dolore residuo. Il dispositivo viene impugnato tenendolo alla massima distanza possibile dal corpo del portatore e quando il fascio è acceso è pressoché impossibile per la vittima avvicinarsi alla sua sorgente. Gli effetti percepiti sembrano maggiori sulla testa e massimi sugli occhi, fino al punto di indurre nella vittima uno stato di completo stordimento quando questi ultimi vengono scelti come bersaglio e l’intensità è sufficientemente elevata, ma un paio di comuni occhiali da vista sembrano in grado di attenuarne gli effetti (ho provato a toglierli e rimetterli durante la tortura a cui sono stato sottoposto). Stimare l’apertura del fascio è problematico in quanto esso è totalmente invisibile, ma ad una distanza sufficiente sembra in grado di investire l’intero corpo umano attraversando i vestiti, che non riportano alcun danno evidente. Il fascio sembra inoltre capace di riflettersi sui muri interni di una stanza, fatto inspiegabile alla luce della mia precedente ipotesi sulla sua natura. Il dolore e lo stupore che si provano quando si è oggetto di un simile trattamento, uniti agli effetti psicotropi di qualche sostanza ad assorbimento epiteliale che viene spruzzata sulla vittima durante la tortura, sono stati nel mio caso sufficienti ad indurre un blocco psicologico con conseguente rimozione dell’esperienza vissuta.

Contesto in cui sono maturate le operazioni psicologiche di cui sono stato oggetto nell’anno 2003

Revisione: 1.02
Data prima stesura: 11/2/2011
Data ultima revisione: 13/2/2011

Scopo del presente documento è quello di inquadrare l’origine di questa persecuzione nel suo naturale contesto, cioè gli eventi immediatamente precedenti la prima operazione psicologica da me subita. In quel periodo ero un assiduo frequentatore dei siti di alcuni giornali online e di agenzie di informazioni quali ANSA ed avevo notato alcune notizie curiose, che allora non avevano per me alcun significato particolare, successivamente non confermate o perfino rimosse dagli archivi di quegli stessi organi di informazione. Specifico che i siti in questione non erano di cosiddetta “controinformazione” ma generalmente riconosciuti come assai attendibili. La maggior parte di queste notizie non sono più reperibili sul Web, per quante ricerche si possano fare, ma sul momento alcune di esse raggiunsero anche media maggiori quali i telegiornali nazionali. Il fatto che oggi sia impossibile trovarne conferma suggerisce una capillare opera di manipolazione dell’informazione, a mio avviso riconducibile alle stesse strutture che si sono rese responsabili delle operazioni psicologiche da me subite. Mi limiterò a compilare un elenco di queste notizie senza trarne particolari conclusioni ma devo premettere che per la maggior parte di esse non sono in grado di citare date precise, in quanto allora non avevo alcuna consapevolezza della loro rilevanza. È anche possibile che non tutti i miei ricordi in proposito siano esatti, ma devo aggiungere che possiedo un’ottima memoria e sarei disposto a scommettere su una loro percentuale di accuratezza assai elevata.

1)    In data 11/9/2001 il TG4 è il primo telegiornale a fornire copertura dell’attacco alle Torri Gemelle ed il giornalista di turno si fa portavoce di tutte le notizie diffuse dai network americani, così come giungono in Italia. Ad un certo punto ci informa del fatto che per compiere il dirottamento “sarebbero stati usati dispositivi ad ultrasuoni”, ma successivamente la tesi che si afferma è che siano state invece usate le forchettine per la colazione distribuite sugli aerei. Dato che quel giorno ho guardato molti telegiornali, è comunque possibile che, anziché il TG4, sia stato il TG5 o un’altra testata nazionale a riferire questa prima indiscrezione.
2)    Durante il corso dell’anno 2003 viene perquisito il covo romano delle “Nuove Brigate Rosse” ed il TG1 delle 13:30 ci mostra un tavolino ricoperto dagli oggetti sequestrati durante la perquisizione, tra cui un paio di strani apparecchi simili a telecomandi, mentre il giornalista di turno ci informa del fatto che tra gli oggetti sequestrati ci sono anche “dispositivi ad ultrasuoni in uso ai servizi”. Tali apparecchi scompaiono però dalla edizione delle 20:00, quando vengono sostituiti da più generiche “tessere dei servizi” (presumibilmente il NOS), tessere di cui peraltro non si parla più nei giorni successivi.
3)    Durante il corso dell’anno 2002 o 2003, a seguito di una notizia dell’agenzia ANSA che ricordo benissimo, il TG1 delle 20:00 ci informa di una tentata rapina, avvenuta in una banca di Roma, in cui il cassiere sarebbe stato “ipnotizzato con un telecomando” da un rapinatore solitario, arrestato dalla polizia al termine della rapina stessa. Nei giorni successivi non se parla più.
4)    Durante il corso dell’anno 2002 o 2003, una notizia dell’agenzia ANSA riferisce di una rapina avvenuta in una banca di una delle maggiori città del Brasile, il cui nome non ricordo più, ad opera di un gruppo di persone “armate con telecomandi”.
5)    Molti anni prima dei fatti fin qui riferiti, uno sceicco mediorientale viene ucciso da un suo parente, che ne stermina contestualmente l’intera famiglia in un raptus di follia. Il parente sostiene di aver ricevuto l’ordine di farlo da un angelo con un telecomando in mano, portavoce della volontà di Allah. Ricordo questa notizia in modo meno nitido delle altre, quindi la sua attendibilità potrebbe essere minore.
6)    Durante il corso dell’anno 2002, il perito informatico Michele Landi, che era stato consulente dell’inchiesta sulle “Nuove Brigate Rosse”, viene trovato impiccato nella sua abitazione di Roma. Un suo sito Web (denominato “sgawuana”, parola non più reperibile sul Web) era stato penetrato e cancellato da ignoti pochi giorni prima della sua morte. Agli amici aveva confidato di aver ricevuto un DVD contenente un enorme segreto e di sentirsi braccato. Una notizia dell’agenzia ANSA riferisce che nel DVD ci sarebbe stata, steganografata all’interno di un’immagine della torre Eiffel, una mappa di Roma con indicati depositi di armi non meglio precisate. Un suo vicino di casa sostiene di aver sentito persone dall’accento toscano discutere animatamente fuori della sua porta la notte stessa della sua morte. Il giorno dopo viene immediatamente mobilitato il RACIS dei Carabinieri per compiere perizie sul suo corpo e sull’ambiente, ma l’inchiesta si arena e nessun giornalista ne parla più.
7)    Durante il corso dell’anno 2002 o 2003, viene trasmesso dalle principali reti televisive il trailer di un film americano dal titolo “Mobbing”, da non confondersi con l’omonimo film italiano. In questo trailer si parla di una non meglio precisata agenzia, ai cui dipendenti vengono fatti scordare alcuni eventi da un gruppo di psicologi che opera in un’apposita stanza, il cui numero non ricordo. All’inizio del trailer viene mostrata una rastrelliera piena di telecomandi, uno dei quali è mancante, e successivamente si vede che uno di questi telecomandi viene utilizzato per causare un malore ad un non meglio precisato oratore di fronte al suo pubblico, senza alcun effetto collaterale visibile. Il film non esce mai ed ufficialmente non è mai stato prodotto.
8)    Durante il corso dell’anno 2002 o 2003, viene trasmesso dalle principali reti televisive il trailer di un film dal titolo “La ventunesima armonica”, in cui si mostra l’autopsia di un cadavere lesionato al sistema ventricolare cerebrale ed in particolare all’acquedotto del Silvio (vedi la teoria della cavitazione per risonanza, sviluppata nel contesto del progetto MKULTRA), mentre un musicista sostiene di voler produrre un suono perfetto ed il suo non meglio precisato interlocutore obietta che un simile suono potrebbe anche uccidere. Il film non esce mai ed ufficialmente non è mai stato prodotto.

Si confronti adesso quanto qui riferito con la descrizione dell’arma ad energia diretta, simile ad un telecomando, contenuta nel mio resoconto e soprattutto nel suo aggiornamento. Personalmente ritengo che l’ipotesi del dispositivo ad ultrasuoni non regga ad un’analisi tecnica e siano da preferirsi l’ipotesi del LASER infrarosso o, ancor meglio, quella relativa all’impiego di una nuova e sconosciuta tecnologia, magari la stessa impiegata per compiere il trattamento che nel mio resoconto ho denominato “SQUID”.

Precisazioni

Questa sezione è frutto di un dialogo tra me e l’AISJCA-MFT, che ha richiesto alcuni chiarimenti prima di ospitare i documenti da me redatti sul proprio sito Web.

1) Nei documenti precedenti, i fatti sono nettamente distinti dalle mie ipotesi personali (con avverbi quali “presumibilmente”, ecc.) ed a più riprese confesso la mia ignoranza relativamente alla reale natura della tecnologia utilizzata nei miei confronti. D’altra parte, ho sperimentato in modo diretto sia tutti gli effetti fisici precedentemente elencati (tachicardia, attività fosfenica, acufeni e quant’altro) che quelli psicologici (voce che istiga all’autolesionismo, commenta i miei pensieri, tenta di fiaccare la mia resistenza ed in ultima analisi di mettermi un uno stato di sottomissione psicologica nei confronti di una non meglio precisata agenzia). Dato che questi fenomeni si sono verificati ininterrottamente dall’inizio dello scorso Gennaio fino ad oggi, la quantità di effetti da me personalmente sperimentati è nel complesso abbastanza impressionante ed in questo momento non ho la forza di dettagliarli in un nuovo resoconto, in quanto un’analisi particolareggiata finirebbe inevitabilmente per produrre un documento di molte pagine.

2) Per quanto riguarda le operazioni psicologiche da me subite negli anni 2003 e 2004 e successivamente denunciate alle forze dell’ordine, abbiamo ritenuto di non allegare le relative denunce in quanto troppo ricche di particolari privati. Da queste ho intenzionalmente omesso ogni riferimento all’arma non letale che è stata usata su di me in due delle occasioni ivi descritte perché stufo di essere considerato pazzo dai miei interlocutori istituzionali. Né in tale periodo, né precedentemente mi è comunque mai accaduto di sentire “voci” o di sperimentare effetti fisici quali quelli descritti nei documenti precedenti. Quello che resta nelle suddette denunce è una squallida storia di blocchi psicologici e di un incidente d’auto causato artificialmente.

3) Per quanto riguarda il modo di esprimersi della “voce” che mi accompagna costantemente, posso fare alcuni brevi esempi senza la pretesa di risultare esaustivo: tra i modi di dire particolari, ad esempio l’espressione “fregnacce” (che io non uso mai e mi risulta essere romana), l’utilizzo del verbo “preservare” come sinonimo di tutelare la vita di qualcuno (che potrebbe essere derivata dall’inglese e che nei mesi ho iniziato ad usare anch’io), la locuzione “la vede così?” come forma dubitativa relativamente a qualche mia opinione non condivisa dal mio interlocutore. Tra le minacce, “sua madre è morta davvero” (ricorrente, quel “davvero” potrebbe derivare da un “really”?), istigazioni al suicidio quali “salti dalla finestra”, “corra sotto quell’auto” o “si cavi un occhio” (queste ultime due sentite una sola volta, all’inizio di questa allucinante esperienza), “tiri un pugno a sua madre”, ecc. Per inciso, la prima volta che ho sentito la “voce”, questa si è qualificata come una comunicazione telepatica da parte dei vertici dei servizi italiani, cosa a cui non credo affatto, finalizzata a reclutarmi in tale organizzazione come “operatore allo SQUID” (vedi precedenti documenti). Per maggior chiarezza, che gli SQUID c’entrino o meno in questa tecnologia, è il proprietario della “voce” ad essere un cosiddetto “operatore allo SQUID”.

4) Alla “telepatia artificiale” possono credere solo persone di mentalità particolarmente aperta o che le abbiano subite in prima persona, come me. Già i riferimenti all’arma non letale simile ad un telecomando sono più facili da digerire per un pubblico non introdotto a questi argomenti. Per quanto riguarda il documento che descrive il contesto in cui sono maturate le operazioni psicologiche, esso:

a) Testimonia una incredibile opera di cover-up successivo e non preventivo, che può essere costato anche qualche vita (vedi Landi) e sicuramente qualche blocco psicologico ai giornalisti coinvolti.
b) È legato a fatti di cronaca che, seppur per la maggior parte non più reperibili, hanno ricevuto attenzione da parte dei media “ufficiali” e non solo dagli organi di “controinformazione”.
c) Potrebbe facilmente essere riscontrato dal grande pubblico, in quanto le notizie che cito hanno ricevuto una certa diffusione anche se non sono ancora state correlate tra loro. Anche organi di pubblica sicurezza o di intelligence potrebbero trovarvi la chiave di lettura di alcuni “misteri” italiani.
d) Rappresentano la situazione italiana del 2002/2003, in cui il nostro paese sembra avere una sovranità davvero limitata: notizie cancellate, film che scompaiono, ecc. Avete idea dell’impatto che questi fatti potrebbero avere sull’opinione pubblica del nostro paese se venissero comunemente riconosciuti?

Faccio un esempio: ci sono innumerevoli teorie “complottiste” dietro al crollo delle Torri Gemelle, ma NESSUNA cita il possibile uso di armi non letali per il dirottamento (fornite da chi ed a quale scopo?) nonostante il fatto che la notizia sia uscita su di un telegiornale nazionale. Che fine hanno fatto le fonti che l’hanno riferita? Come mai nessun giornalista sembra averla considerata? Dall’altra parte ci sono circa 3000 morti e per qualcuno averne uno in più o in meno potrebbe non fare alcuna differenza.

Documentazioni

Irritazione cutanea da effetto termico:

irritazione cutanea da intenso effetto termico

La foto allegata mostra una irritazione cutanea di forma approssimativamente ellittica, simile alle figure presentate da Serge Labrèze, causata da un breve ma intenso effetto termico concentrato su quel punto del mio braccio, effetto sperimentato durante la notte precedente al momento in cui è stata scattata la foto in questione. Nelle vicinanze non c’era alcuna fonte di calore o altra possibile causa di un simile fenomeno. Gli effetti termici, che ho sperimentato finora in due sole occasioni, vanno ad aggiungersi alla lunga lista di effetti descritti nel precedente resoconto. Specifico che avevo gli occhi chiusi ed ero sdraiato sulla schiena, quindi non sono certo relativamente a possibili effetti luminosi, ma dubito che ce ne fossero. Sono certo di non aver avvertito suoni o odori, né dolori simili a crampi, ma solo una breve ed intensa sensazione di calore localizzata in quel preciso punto. In quel momento la “voce” che mi accompagna da Gennaio di quest’anno mi stava parlando, anche se non ricordo l’argomento preciso (si trattava comunque dei soliti discorsi vessatori, miranti a fiaccare la mia resistenza nei confronti del trattamento che ho precedentemente descritto).

Elettroencefalogrammi

Nonostante il fatto che la tecnologia impiegata non sia verosimilmente implementata attraverso gli SQUID, allego i collegamenti alle pagine di Wikipedia che trattano di questo tipo di dispositivi e la loro applicazione alla “lettura” ed alla “scrittura” delle correnti corticali del cervello umano. Lo stato dell’arte della tecnologia ufficialmente riconosciuta non consente però la decodifica di tali correnti e soprattutto non funziona a distanza, a differenza di quanto documentato nel mio resoconto.

Allego inoltre un collegamento illustrativo ad un interessante documento che ho trovato sul Web e che potrebbe avere a che fare con la mia vicenda personale, dato che illustra alcune tecniche di controllo mentale, usate dalla NSA americana, che non richiedono l’impianto di alcun chip. Non garantisco sull’accuratezza del suo contenuto ma mi sembra comunque opportuno sottoporvelo, data la sua rilevanza. Specifico che sono venuto a conoscenza di questo documento e di altri documenti analoghi solo successivamente alla stesura del precedente resoconto, che non è quindi stato in nessuna misura influenzato dalla loro lettura.

Suggerimenti alle vittime e ulteriori considerazioni

Suggerimenti per coloro che dovessero essere vittima di un’operazione psicologica analoga a quelle convenzionalmente denominate “SQUID”. Versione 1.0.

1)    Per quanto sia spiacevole doverlo ammettere, quando un soggetto inizia a sentire la “voce” ed i relativi effetti fisici è probabilmente condannato a morte. Prendere atto di questa condizione è difficile per chiunque, ma necessario per evitare un destino peggiore della morte stessa. Infatti, anche se questa tecnologia può verosimilmente uccidere a distanza, essa non può costringere direttamente il soggetto a compiere alcun atto contrario alla sua volontà mentre la pressione psicologica che può essere esercitata attraverso tale tecnologia può indurre indirettamente il soggetto a comportamenti autolesionistici. Ad esempio, il soggetto può essere indotto a screditarsi completamente attraverso la promessa di un esito positivo della vicenda, esito che però non si verificherà mai, in modo da rendere invece più facile la soppressione del soggetto stesso una volta screditato.
2)    Come già chiarito in un precedente documento, il principale obiettivo della “voce” è quello di distruggere gradualmente la vita del soggetto fino ad indurlo al suicidio. Questo processo può comportare pene assai maggiori di quelle che la “voce” può infliggere direttamente, come l’induzione a compiere un omicidio con conseguente reclusione in prigione o manicomio criminale. D’altronde, disobbedire alla “voce” ed avvalersi dell’aiuto di parenti, amici, medici e psicologi (purché di assoluta fiducia) può invece consentire il mantenimento di accettabili condizioni di vita fino al termine del processo, la cui durata si misura comunque in anni.
3)    Dal mio personale punto di vista, il suicidio non è mai una soluzione e si può trovare il coraggio di andare avanti a partire dall’esempio che alcuni malati terminali ci offrono.
4)    Gli ordini della “voce”mirano alla distruzione totale del soggetto, quindi è doveroso disobbedire ad essi ignorandoli completamente e facendo solo ciò che si sarebbe fatto in assenza di tali ordini (non sempre il contrario di quanto ordinato). Non tutti sono capaci di resistere a lungo, ma si deve sempre tenere presente che l’alternativa è quella di condannarsi da soli ad un inferno in terra, destino peggiore di quello a cui la “voce” può condannare attraverso le sue vessazioni.
5)    La “voce” mente pressoché sempre, quindi è del tutto inutile sforzarsi nel tentativo di raggiungere un qualunque tipo di accordo con essa.  In compenso, le sue menzogne possono confondere le idee del soggetto, quindi si suggerisce di non dare alcun credito alle sue affermazioni. Quando la voce illude il soggetto con false promesse è solo per deluderlo successivamente e fiaccare così la sua resistenza.
6)    La “voce” utilizza tecniche di manipolazione psicologica tradizionali (vedi un precedente documento per alcuni esempi delle stesse), quindi può essere opportuno informarsi su di esse per riconoscerle ed elaborare adeguate strategie difensive.
7)    La “voce” tenta, tra le altre cose, di far leva sui sensi di colpa del soggetto ed è quindi opportuno osservare che nessun essere umano merita un trattamento simile. L’agenzia che conduce una simile operazione non rispetta alcun vincolo di natura morale o giuridica ed è bene tenerlo sempre a mente.
8)    Non rispondere mai alla “voce” è consigliabile ma assai difficile. Si ricordi comunque che l’operatore può leggere i pensieri correnti (o verbali) e le immagini mentali che visualizziamo, ma probabilmente non decifra i pensieri profondi (non verbali) e sicuramente non accede ai ricordi contenuti nella nostra memoria. Se si desidera rispondere alla “voce” è opportuno dunque non fornirle spontaneamente nessuna informazione che non abbia già letto in precedenza.
9)    Non conviene mai verbalizzare le frasi pronunciate dalla “voce” di fronte ad estranei, in quanto l’operatore dispone di procedure attraverso cui simulare le più comuni psicosi. Anche interlocutori di mentalità particolarmente aperta considererebbero pazzo il soggetto che lo facesse.
10)    Informare un nutrito numero di persone su cosa sta accadendo è opportuno per prolungare la vita del soggetto, mentre è abbastanza inutile quando non controproducente presentare formali denunce presso le forze dell’ordine o parlare con franchezza dell’argomento con psichiatri che non siano di assoluta fiducia del soggetto. Una strategia che consente di vendicarsi efficacemente è quella di narrare la propria vicenda in una sorta di memoriale, da condividere con amici, associazioni di difesa dei diritti umani (meglio se specializzate in casi di manipolazione e controllo mentale) e servizi segreti di paesi alleati ed avversari degli USA (tra i primi gli europei, tra i secondi i russi ed i cinesi). Questi ultimi sono importanti perché un servizio segreto è uno dei pochi enti che dispongono della cultura e della capacità di analisi necessaria per riscontrare la plausibilità del racconto del soggetto ed un numero sufficiente di testimonianze concordanti può consentire loro di raggiungere una ragionevole certezza in proposito, così da poter avvertire le autorità politiche dei rispettivi paesi.
11)    È opportuno che il soggetto si renda conto del fatto che il memoriale di cui al punto precedente narra una storia quasi incredibile alla luce del senso comune, quindi è assolutamente controproducente alterarsi di fronte ad eventuali interlocutori scettici. Si dovrebbe inoltre selezionare gli interlocutori stessi per decidere cosa raccontare o omettere di fronte ad ognuno di essi, secondo un criterio di prudenza. Ad esempio, raccontare l’intera vicenda nel proprio ambiente di lavoro di solito comporta conseguenze negative per la propria carriera (sempre che a quel punto interessi ancora).
12)    Nonostante tutte le suggestioni contrarie della “voce”, è fondamentale ricordare che non esiste un complotto globale contro il soggetto e che tali paranoie non fanno altro che agevolare le manipolazioni ordite dalla “voce” stessa, in quanto esse tendono a generare comportamenti irrazionali che screditano il soggetto e lo isolano dal proprio contesto sociale.
13)    Nonostante siano del tutto comprensibili, i tentativi di difesa da questa tecnologia lasciano il tempo che trovano in quanto la “voce” ed i relativi effetti fisici non sembrano veicolati da comuni onde elettromagnetiche, quindi né schermature metalliche né grandi masse di roccia  possono offrire un’adeguata protezione. Si tratta probabilmente di un’interazione fisica completamente nuova o di un’applicazione completamente nuova di un’interazione fisica nota.
14)    Nonostante la scienza medica lo possa suggerire, l’uso di farmaci antipsicotici è parimenti inefficace (dato che non si tratta di una psicosi ma di una realtà oggettiva) e può invece essere pericoloso per il soggetto. Sonniferi ed antidolorifici possono talvolta offrire un limitato aiuto.
15)    Documentare il proprio stato di salute attraverso elettrocardiogrammi, elettroencefalogrammi, tomografie e risonanze magnetiche può rendere difficile l’applicazione di alcune tecniche di eliminazione, oltre a testimoniare a favore di un fenomeno di natura non medica. Nei limiti del ragionevole si suggerisce di sottoporsi ad alcuni di tali esami per escludere la presenza di patologie pregresse.

Ulteriori considerazioni sulla nuova tecnologia di controllo mentale remoto/uccisione remota sviluppata dagli USA nel corso degli ultimi anni ed attualmente a disposizione di una non meglio precisata agenzia governativa americana (presumibilmente la NSA). Versione 1.0.

1)    Il presente documento contiene considerazioni e deduzioni di natura personale, basate su di un esame per quanto possibile oggettivo dei fatti che sono stati riferiti nei precedenti documenti, ma suscettibili di potenziali inesattezze o parzialità in quanto frutto di un’analisi a posteriori.
2)    Una tecnologia come quella in oggetto richiede rilevanti progressi scientifici in almeno due aree. La prima di queste aree è la fisica fondamentale ed il progresso in questione consiste nello sviluppo di un nuovo vettore di interazione fisica (come a suo tempo furono le onde elettromagnetiche generate artificialmente) con caratteristiche di distanza, penetrazione e precisione mai viste prima (ad esempio, come se si fosse trovato il modo di canalizzare i neutrini o qualche altra particella esotica per farli interagire con la materia ordinaria).  La seconda di queste aree è lo studio del cervello e del sistema nervoso umano ed il progresso in questione consiste nella decodifica degli impulsi nervosi veicolati dai neuroni e nella loro interpretazione in termini di pensiero, parole ed immagini.
3)    È verosimile che le ricerche in queste due aree vengano indirizzate, quando non proprio soppresse, dalla suddetta agenzia e che scienziati esperti del settore (americani ma anche del resto del mondo) siano stati o siano tuttora soggetti a monitoraggio o vessazione tramite questa stessa tecnologia. Potrebbe essere opportuno esaminare le statistiche su casi di suicidio, pazzia o caduta in disgrazia sia di fisici che di esperti del cervello. Ad esempio, ho notato che il dispositivo per l’analisi del cervello basato sugli SQUID ed in sviluppo presso i laboratori di Los Alamos dal 1982 ha condotto ad una quantità di pubblicazioni veramente esigua se comparata alle potenzialità del dispositivo. Anche le ricerche su Internet contenenti determinate parole chiave, pertinenti alla tecnologia in oggetto, sono verosimilmente monitorate e coloro che, intenzionalmente o casualmente, fanno simili ricerche vanno incontro ai blocchi psicologici della suddetta agenzia.
4)    Il DVD che cito nel documento in cui riferisco notizie di cronaca potrebbe essere stato il tentativo di qualche figura organica alla suddetta agenzia (magari uno scienziato) di far conoscere al mondo i rischi che simili strumenti comportano. Ritengo che, tra coloro che hanno visto il suddetto DVD, nessuno sia sopravvissuto.
5)    Una simile tecnologia consentirà agli Stati Uniti di dominare il mondo ed è quindi verosimile che non solo scienziati, ma anche politici e militari europei, russi, cinesi e magari anche americani siano monitorati attraverso una simile tecnologia, che con ogni probabilità consente anche di uccidere a distanza senza lasciare tracce. Particolare attenzione sarà stata riservata alle figure in grado di scatenare una rappresaglia nucleare in caso di conflitto globale.
6)    L’agenzia governativa americana che ha il monopolio di questa tecnologia potrebbe operare in modo indipendente dalla volontà del presidente americano e tale sviluppo potrebbe (ma è solo un’ipotesi) aver coinciso con l’attacco al Pentagono durante la tragedia delle Torri Gemelle. Infatti, nel caos che è seguito a tale evento non sarebbe stato troppo difficile sopprimere le pochissime figure di collegamento con l’autorità politica incaricate di vigilare sull’impiego della tecnologia stessa.
7)    Gruppi terroristici che hanno operato negli Stati Uniti (Al Qaeda), in Italia (Nuove BR) ed in Brasile hanno avuto a disposizione armi sviluppate a partire dalla suddetta tecnologia (i cosiddetti “telecomandi”). Tali armi sono verosimilmente state usate anche per l’attacco alle Torri Gemelle. L’unica ragione razionale per cui simili strumenti possono aver ricevuto diffusione è il loro impiego al fine di rovesciare l’ordinamento democratico di paesi alleati ed avversari, in modo da completare il “colpo di stato globale” che la suddetta agenzia sembra avere tra i suoi progetti futuri.

Conclusioni

Oggetto: ultimi sviluppi dell’operazione psicologica di cui sono vittima

Autore: Prof. Ing. Andrea Giotti, Ph. D. (laureato in Ingegneria Informatica, dottorato in Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni, abilitato alla libera professione ed all’insegnamento della Matematica negli istituti superiori ed attualmente impiegato come docente di quest’ultima).

Revisione: 1.00
Data prima stesura: 29/7/2011
Data ultima revisione: 29/7/2011

L’operazione psicologica denominata convenzionalmente “SQUID” è ancora in corso e non accenna a terminare. Durante questo periodo ho potuto sperimentare numerosi altri effetti fisici che non ho la forza di dettagliare adesso ma che si inquadrano tutti nel contesto di una stimolazione remota del cervello e del sistema nervoso. L’unico nuovo effetto che appare radicalmente diverso dai precedenti è costituito dalla percezione di un’immagine luminosa di nuovo tipo mentre mi trovavo ad occhi aperti in una zona di penombra. Non saprei dire se tale immagine corrispondesse ad un fenomeno esterno o fosse un’illusione proiettata sulla mia retina o in qualche punto retrostante del mio apparato visivo, ma essa ricordava un gomitolo luminoso multicolore di piccole dimensioni, fluttuante a mezz’aria e scomparso dopo pochi secondi dalla sua apparizione. Colgo l’occasione per segnalare che un altro effetto da me precedentemente percepito, ma non riferito nei precedenti documenti, è la percezione di una vibrazione a bassa frequenza mentre mi trovavo sdraiato nel mio letto, vibrazione che non saprei se attribuire a contrazioni dei muscoli delle gambe oppure ad una sorgente esterna di altro tipo capace di far vibrare direttamente la rete del letto. A tal proposito ho notato che la “voce” con cui dialogo quotidianamente, la cui preparazione in fisica potrebbe essere migliore di quanto precedentemente riferito, mi ha più volte interrogato riguardo ad un dispositivo chiamato SASER (laser a fononi), che sembra capace di indurre vibrazioni nei mezzi materiali. Tale dispositivo, seppur poco noto, è di dominio pubblico ma potrebbe avere applicazioni militari segrete e mi sembra dunque opportuno riferire in proposito nel presente documento nel caso esso avesse qualche relazione con la tecnologia effettivamente impiegata. La “voce” ha inoltre fatto più volte riferimento alla NSA come soggetto responsabile di una simile operazione, ma la mia conoscenza delle agenzie governative americane non è sufficiente da consentirmi una qualunque conclusione in proposito. Sul piano psicologico, è emerso che la “voce” non insiste più nel tentativo di farmi eseguire i vari punti del programma di “distruzione” ma, avendo fallito in questo compito, cerca di spingermi direttamente al suicidio, atto che sono certo non compirò mai, attraverso suggestioni miranti ad indurre stati depressivi. Ho inoltre intuito che la durata del programma di una tale operazione psicologica si misura in anni, con vessazioni progressivamente sempre più pesanti in modo da logorare la resistenza della vittima e simulare un lento decadimento psichico naturale, mentre un programma più breve ed intenso potrebbe suscitare sospetti negli eventuali testimoni. In questo periodo la “voce” mi sta inoltre sottoponendo ad un intenso programma di privazione del sonno, con lo scopo di farmi ricoverare in ospedale e successivamente sopprimere in tale contesto simulando una morte naturale per arresto cardiaco o respiratorio. Se questo non fosse possibile, provvederà probabilmente a causarmi un incidente d’auto mortale oppure farà intervenire agenti di una non meglio precisata agenzia per simulare il suicidio che non intendo compiere autonomamente in nessun caso. Mi sembra infine opportuno aggiungere che, tra le minacce frequentemente riferite dalla “voce”, c’è quella di causarmi un tumore al cervello che possa giustificare la percezione di una tale quantità e varietà di fenomeni. Non nutro speranze concrete di uscire dalla mia attuale situazione, quindi cercherò almeno di tenere informate quante più persone possibili sull’evoluzione della mia salute fisica e mentale.

Sunto per fisici

1)    Effetti veicolati da una interazione a lunga distanza
2)    Effetti di altissima precisione (sui singoli centri del sistema nervoso)
3)    Tra gli effetti, induzione di correnti elettriche (sul sistema nervoso)
4)    Tra gli effetti, quelli  termici (riscaldamento della pelle)
5)    Tra gli effetti, probabilmente anche quelli meccanici (vibrazioni di un oggetto materiale)
6)    L’interazione attraversa masse rilevanti
7)    L’interazione attraversa schermature elettromagnetiche
8)    L’interazione può essere prodotta anche da un dispositivo di bassa potenza (piccole dimensioni)
9)    Può essere utilizzata anche per misurare correnti elettriche debolissime (sul sistema nervoso)

3 thoughts on “Testimonianze di un ingegnere informatico

  1. Buongiorno dott Giotti, sono rimasta colpita dalle sue riflessioni. Anch’io faccio parte del gruppo dei molestati elettronicamente. Per me soprattutto dal punto di vista elettrico in quanto mi capita di accendere le lampadine con le mani (nel senso che accendo una lampadina non inserita da nessuna parte). Oltre a questo anche il control mind, lo stupro elettronico e lo svilimento sociale con molestie di continuo inseguimento in macchina ed appostamenti ovunque io vada. Insomma un attacco su tutti i fronti, senza conoscerne i motivi e le cause. Vorrei riuscire a liberarmi ma come? Un’azione comune di noi torturati potrebbe essere d’aiuto per trovare qualche esperto in grado di risolvere le nostre pene o quantomeno portarle alla ribalta. Tutte le persone vicino a me sono5 coinvolte o con offerte monetarie o con minacce. Quindi il condizionamento è rivolto anche a chi ci circonda. Grazie per l’ascolto è saluti

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